Cover Story - Favorire le start up per far crescere l’economiaCome in tutte le economie mature, per sostenere lo sviluppo economico e creare nuova occupazione l’Italia dovrebbe puntare maggiormente sulle nuove imprese, soprattutto quelle che nascono nei mercati hi-tech più avanzati. Serve un maggiore impegno da parte della classe politica, del sistema educativo e delle istituzioni finanziarie. Serve un ecosistema che attivi anche da noi - come in altri Paesi - un circolo virtuoso
di Andrea Rangone - Coordinatore Osservatori Ict&Management School of Management Politecnico di Milano
La correlazione tra start up, sviluppo economico e occupazione
L’esperienza delle economie più avanzate dal punto di vista dell’innovazione e dell’imprenditorialità mostra chiaramente come una componente consistente della crescita del PIL e dell’occupazione sia legata alla nascita e allo sviluppo delle nuove imprese. In questi Paesi, la crisi ha paradossalmente portato ad un’accelerazione di queste dinamiche. Un recente studio della Kauffman Foundation evidenzia che, ad esempio, il tasso di start up negli Stati Uniti è cresciuto in questi ultimi anni: diventare imprenditori è stata la risposta di milioni di statunitensi ai tagli di occupazione effettuati da molte grandi imprese. Il record è stato ottenuto proprio nel 2010, con lo 0,34% del totale degli adulti che hanno avviato un’impresa, di qualsiasi tipo, per una media di 565mila start up nate ogni mese. Tra gli ambiti più promettenti per far attecchire e crescere le nuove imprese c’è sicuramente quello del digitale - delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione - un settore che sta vivendo proprio in questi ultimi anni una fortissima accelerazione. È in questo mondo che sono nate le storie imprenditoriali più di successo, con dinamiche di crescita incredibili e importanti ricadute sull’occupazione.
A prescindere dalle discussioni riguardanti la correttezza o meno di queste quotazioni, una cosa è certa: testimoniano che la “new economy” - per riprendere un’espressione molto di moda nella seconda metà degli anni 90 durante il boom di Internet - è più florida che mai. E se oggi sono le tecnologie “social” e “mobile” ad essere al centro dell’attenzione di imprenditori e investitori, non mancano certo all’orizzonte nuove frontiere: dal Semantic Web alla Augmented Reality, dal Cloud Computing all’Internet of Things.
La storia del nostro Paese dimostra chiaramente come è proprio grazie all’imprenditorialità diffusa che siamo riusciti nel secolo scorso a diventare una grande economia mondiale. Inoltre la nostra cultura è imbevuta di inventiva e arte dell’arrangiarsi, che sono elementi positivi per l’imprenditorialità. E non mancano nemmeno esempi concreti che dimostrano chiaramente che anche in Italia si possono creare start-up di successo: aziende come Yoox, leader mondiale nell’eCommerce di grandi marchi dell’abbigliamento, quotata nel 2009; Volagratis, uno dei principali operatori europei nel settore dei viaggi online; Gioco digitale, pioniere in Italia nel settore dei giochi online (venduta a Bwin nel 2009); Venere.net, specializzata nella prenotazione degli hotel, venduta nel 2008 ad Expedia; BravoSolution e iFaber, oggi tra i principali player mondiali nei servizi B2b; Buongiorno, quotata, leader mondiale nei contenuti e servizi mobile.
Parlo di un’azione sistemica perché le risorse da mettere in gioco sono di natura molto diversa e provengono da soggetti molto diversi:
Su quest’ultimo punto speriamo che l’attuale scenario internazionale - che sta vivendo un forte incremento del fund raising da parte dei fondi di Venture Capital (negli Stati Uniti più 76% nel primo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010) possa influenzare positivamente anche il clima in Italia.
Da sapere
Start up Boosting, un’iniziativa della School of Management del Politecnico di Milano Attraverso il succedersi di una serie di Call 4 Ideas collegate ai diversi Osservatori, Start up Boosting vuole identificare le idee di business e i progetti imprenditoriali più innovativi, che saranno supportati e seguiti nel loro sviluppo dalla School of Management del Politecnico di Milano. I candidati che supereranno il processo di valutazione saranno supportati nella messa a punto del progetto imprenditoriale, con l’obiettivo di accelerarne lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi, nonché di aumentarne l’attrattività sul mercato dei capitali di rischio (Venture capitalist e Business Angel). Avranno inoltre la possibilità di frequentare gratuitamente un percorso di alta formazione presso il MIP, la Business School del Politecnico di Milano, e saranno supportati del team degli Osservatori nella ricerca dei capitali di rischio necessari. Per informazioni www.osservatori.net
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