Addio al Documento Programmatico sulla Sicurezza
di Luigi Ferro
Fine del DPS. Il decreto legge sulle semplificazioni (DL n. 5/2012) ha infatti abrogato il Documento Programmatico sulla Sicurezza. L’effetto è immediato e non prevede più l’aggiornamento previsto per il 31 marzo. Con l’abrogazione del documento saltano anche le sanzioni previste.
Gli articoli abrogati
In soffitta è andata anche la regola 19 che riguardava il contenuto del DPS, la regola 26 che stabiliva l'obbligo menzione dell'avvenuta adozione nella relazione di accompagnamento al bilancio di esercizio e il comma 1 bis che prevedeva la possibilità - per alcune aziende - di sostituire l'obbligo di adozione del DPS con un'autocertificazione.
La conferma dell’abolizione è arrivata anche dal sito del garante della Privacy. La decisione arriva dopo che altri provvedimenti avevano ridotto i soggetti che dovevano produrre il Documento.
In origine, infatti, il DPS era obbligatorio per tutti coloro che trattavano i dati sensibili o giudiziari mediante l'impiego di strumenti elettronici (indipendentemente dalla natura e dal tipo di ragione sociale).
Le norme da seguire
Per esempio bisognerà continuare a:
Secondo gli esperti è poi conveniente tenere un documento che raccolga le misure di sicurezza adottate negli anni dall’azienda in caso di eventuali contestazioni.
L’eliminazione del comma 1 bis dell'art 34 del Codice privacy non comporta l’abolizione delle misure di sicurezza semplificate. Di queste misure infatti potranno continuare ad avvalersi le piccole e medie imprese e i liberi professionisti che eseguono i trattamenti per finalità amministrativo-contabile e quei soggetti che trattano come soli dati sensibili quelli relativi alla malattia di dipendenti e collaboratori e quelli sindacali.
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